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domenica 21 gennaio 2018

mezza di san gaudenzio - allenamento, spirito di squadra e "terzo tempo"

non facevo una mezza da più di tre mesi. soprattutto non avevo assolutamente una mezza nelle gambe. tanti km in questi mesi, ma anarchici ed indisciplinati. ma alla mezza di san gaudenzio non potevo mancare. percorso non certo bello, ma gara organizzata dalla uisp piemontese e come diciamo nel nostro gruppo "fidal merda!". il nostro gruppo è talmente un gruppo di amici che ognuno fa quello che vuole; un bel tot erano alla montefortiana, un altro tot per l'appunto a novara. in altre società si sarebbero ammazzati ma noi siamo amici, a prescindere dai tempi che facciamo. levataccia, ed anche se ieri sera sono andato a letto presto è stata una faticaccia. come sempre arrivo per primo. aspetto gli altri, il nostro presidente ed una ragazza maratoneta assenti causa influenza dell'ultima ora. ci confrontiamo su quello che dobbiamo/vogliamo fare, il nostro capitano (titolo onorifico perchè è il vero animatore del gruppo) dice che se arriva al traguardo è un miracolo. per me poco ci manca, allora gli propongo di correrla assieme, obiettivo traguardo. partiamo lenti, ma io gli dico che se vogliamo/vuole arrivare al traguardo occorre andare ancora più piano. il percorso è anonimo, freddo in tutti i sensi. facciamo abbastanza "brillantemente" le uniche due asperità della gara, tra l'11° ed il 13°, poi lui dice di voler camminare. per 200 metri lo affianco, poi riparto. visto che vado piano decido di aspettarlo al ristoro dopo il 15°. arriva che è distrutto, mi dice di andare. sono cotto anche io ma al piccolo trotto riparto. mi fermo solo al ristoro del 18° (i ristori me li sono fatti tutti, ma proprio tutti), vedo le illuminazioni dello stadio e so che sono arrivato. taglio il traguardo in 2h13' netti, tempo ridicolissimo (l'anno scorso ci avevo messo molto meno) ma gli ultimi 500 metri li faccio addirittura in semi-progressione. sono andato talmente piano che sul sito di foto della mezza non si vede neanche il mio arrivo. ma chi se ne fotte, per me oggi era importante tornare a fare 21 km. da oggi si fa sul serio, l'obiettivo è l'8 aprile si sa, e sono già molto ma molto in ritardo. poi è iniziata la parte più impegnativa della giornata. ovvero il pranzo. che non è impegnativo per quello che si mangia ma per quello che si beve. come dice il migliore dei nostri (che oggi ha fatto il suo PB, 1h25', obiettivo milano sotto le tre ore), nelle pagine facebook dei gruppi amici ci sono solo foto di corsa, nella nostra pagina soprattutto si beve. due birre medie, due amari riempiti fino al bordo del bicchierino, e poi facendo due passi per novara altra pausa per fare indovinate che? bere nuovamente. come facciano i nostri migliori (e ne abbiamo tanti di bravi) a correre con questo regime alcolico è un vero mistero. chiaramente salto cena, adesso vado a vedere la beneamata a casa di amici che diventano nonni. che figlia e genero siano disoccupati è altra storia, che magari racconteremo più avanti. un saluto globale a tutte e tutti.

mercoledì 17 gennaio 2018

operai, 10.55 km, il mio gruppo podistico

ieri pomeriggio, a qualche centinaia di metri da casa mia, esattamente dall'altra parte del mio naviglio (anzi, in linea d'aria dalla finestra della mia camera da letto saranno 300 metri) sono morti tre operai, ed un quarto lotta tra la vita e la morte. lavoravano in una vasca sottoterra e fatali sono state le esalazioni, pare, di ossido di azoto. sembra strano, vero? siamo nel 2018 ed esistono ancora gli operai. esistono ancora le fabbriche, ed esistono addirittura in una zona semicentrale come la mia, in mezzo ai palazzi. uomini tra i 40 ed i 60 anni, probabilmente molto esperti. ed anche qui, facendo sponda col post di ieri, quando ci lamentiamo (non io, beninteso) del nostro lavoro, al caldo d'inverno e al fresco d'estate, davanti ad un pc, col bagno a pochi metri se scappa la pipì, ecco pensiamo che esistono lavori oggettivamente di merda. non perchè non siano dignitosi, anzi sono molto più dignitosi di quello che faccio io e di quello che fanno coloro che leggono questo post, ma perchè comportano fatica, rischi, malattie. questa mattina sono andato a correre. quindi vuol dire che sono passato a 100 metri dal luogo dell'incidente. non c'erano più ambulanze, vigili del fuoco, polizia municipale. fabbrica sotto sequesto. e tra qualche ora sarà una notizia andata nel dimenticatoio. e d'altro canto la vita va avanti. come dicevo, sono andato a correre. dovevo rimediare alla debacle di ieri mattina. quando sono uscito ho constatato che faceva un freddo della madonna, un vento ghiacciato pazzesco. ed infatti dopo una decina di minuti ha iniziato a cadere dal cielo una specie di grandine ghiacciata, che faceva contrasto col cielo quasi azzurro. è durato poco ma è stato un fenomeno molto strano. sono arrivato in piazza costantino, facendo un giro un pò più largo perchè oggi volevo fare almeno 10 km. al ritorno avevo il vento contro, in particolare tra l'ottavo ed il nono km. in zona da me oggi era giorno di mercato, per cui per chiudere ho dovuto modificare il giro. alla fine ho fatto 10,55 km in 1h01'17", a 5'49" al km. bene, soprattutto perchè li ho fatti completamente a digiuno. del tempo mi importa relativamente, l'importante è aver fatto 17 km e mezzo in 24 ore. adesso domenica si torna, dopo tre mesi, a fare una mezza. speriamo bene. ieri sera ho passato una bella serata, avevamo la festa del nostro gruppo podistico. serata riuscitissima. chi ha visto la foto che ho pubblicato sui social ha detto che eravamo tutti belli e sorridenti. ora, belli non so, ma sorridenti di sicuro. e non avevamo neanche bevuto tanto. non siamo tantissimi, poco più di 50 in tutto. numeri bassi che ci faranno stare sempre nel mondo degli enti di promozione sportiva senza il passaggio in fidal. anzi, non vi è alcuna intenzione di passare in fidal, nonostante ci siano nel nostro organico triatleti di fama nazionale e runner capaci di ottime prestazioni cronometriche. credo sia giusto così. non abbiamo le capacità di gestire un giocattolo più grande, va bene questa dimensione da amici che corrono per la voglia di correre, anche se sono certo che la somma del kilometraggio annuo dei nostri iscritti sia pari a due volte la circonferenza della terra. un saluto globale a tutte e tutti.

martedì 16 gennaio 2018

di una serata a teatro e di 6.93 km fatti al mattino

ieri sera sono stato a teatro, ma non è di quello che voglio scrivere. prima di entrare siamo andati a mangiare nel giapponese più caro d'europa e mentre sorseggiavo un calice di rosso ho pensato a quando sono stato l'ultima volta in quel bel teatro nel centro di milano. beh, non so se sia stata l'ultima volta, probabilmente no, ma mi è venuto in mente che sono stato lì più di tre lustri fa. mi è venuto in mente che c'ero stato da "povero". il virgolettato non è casuale. non è che fossi in procinto di andare a mangiare alla mensa della caritas. ma mi ero appena separato, la prima sentenza mi aveva messo in ginocchio. mi aveva economicamente ucciso. mi aveva sottratto una figlia di neanche tre anni, andata a vivere in un'altra regione con sua mamma. mi aveva lasciato un appartamento di 107 mq in affitto, voluto dalla mia ex moglie neanche sei mesi prima la richiesta di separazione. vi lascio immaginare l'affitto di un appartamento di 107 mq. ricordo bene, c'era ancora - per pochi mesi - la lira, il calcolo che avevo fatto. modesto impiegato, mi sarebbero rimasti per vivere qualche biglietto da centomila al mese. in parte destinati a pagare una valida avvocatessa per difendermi in giudiziale (e valida, ma costosissima, si sarebbe mostrata a consuntivo). dicono che un divorzio, con una figlia piccola, sia come un lutto. e sì, confermo che è così. ma ricordo che in quel giorno di oltre tre lustri fa, in una milano innevata, ero non dico felice ma contento. soprattutto risoluto. avevo bisogno, anzi dovevo riscattarmi. a 35 anni dovevo riprendermi ciò che mi era stato sottratto, almeno lì dove potevo misurarmi in prima persona. ricordo che avevo messo il migliore dei miei vestiti, la migliore delle mie cravatte, comprata qualche giorno prima in centro quasi sentendomi in colpa, perchè per la miseria di cravatte ne hai francesco, è il caso di comprarne una nuova con tutte le spese che hai? da lì dicevo dovevo tornare a riprendermi la mia vita, a dargli un senso. da lì seguirono quanti, 5 aumenti di stipendio? due passaggi di livello? sono riuscito a risolvere la giudiziale tanto da pensarla come ad un brutto ma lontano ricordo? sono riuscito, nonostante la distanza, ad essere un buon padre per mia figlia? posso dire di non avere oggi alcun problema economico e che sto pensando di comprare l'ennesimo orologio da qualche migliaia di euro? la risposta è "si" a tutte queste domande. quando sento gli altri lamentarsi (dei soldi, del lavoro, dell'amore, di fracazzodavelletri) mi incazzo come pochi. perchè io so che cosa ho passato, quanto ho pianto e come ne sono uscito fuori. facendomi un mazzo così. l'ho detto altre volte. a parte la morte, non c'è niente che possa spaventarmi, assolutamente niente. certo, ci sono cose che non posso recuperare. ma la vita è questo. non si può ottenere tutto ciò che si vuole, ma bisogna battersi - concretamente - per ciò che si può avere ed è alla tua portata. tutto il resto sono stronzate che si dicono per giustificare i propri fallimenti, perchè è facile, facilissimo dire che è sempre colpa degli altri. ecco, questo pensavo mentre sorseggiavo un calice di rosso nel ristorante giapponese più caro d'europa.
questa mattina sono tornato a correre di prima mattina. ecco, non l'avessi fatto. diciamo che mi è venuto mal di stomanco e che sono riuscito a correre a mala pena 6,93 km. meglio che non vi racconto i particolari della vicenda. cercherò di rifarmi domani sera. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

domenica 14 gennaio 2018

oltre il lambro

ieri sera doveva esserci una cena in uno dei ristoranti che frequentiamo maggiormente, quello di proprietà del cinese che non fa cucina cinese. ma è saltata, causa influenza che ha colpito più persone. poco male, sono rimasto a casa e mi sono visto un film che mi ha fatto anche sorridere (quello di verdone ed albanese di un anno fa). lo sapete, io non mi annoio mai. otto ore di sonno ristoratore, e questa mattina ero pronto (si fa per dire) per correre sulla martesana. freddo, ma meno di quello che avevo letto sui social dai miei amici runner che oggi erano in gara. io ero bardato tantissimo (guanti e cappello) ma secondo me non ce ne era bisogno. volevo fare qualche km in più, visto che magari i km complessivamente li faccio ma non è che le distanze delle singole uscite siano chissà che cosa. ho circumnavigato il parchetto di melchiorre gioia e mi sono messo di buona lena sulla martesana. andatura lenta, da piazza costantino a via idro ancor di più. arrivo al lambro e lo supero, cosa che non so da quanto tempo non capitava. passo sotto la tangenziale e arrivo al cartello di cologno. faccio il giro della via milano e torno indietro. continuo ad andare piano, in alcuni km anche troppo piano (e faccio anche fatica a capire il perchè, non vorrei che in realtà fosse che il garmin non mi legge per niente i passaggi sotto i ponti). mi rimetto nel tratto che porta verso casa mia. quando arrivo in largo zuretti sono a 12 e mezzo percorsi. l'obiettivo è arrivare ai 14. non sento particolarmente la fatica, anzi l'ultimo km "accelero" persino un pò. alla fine sono 14.03 km in 1h23'21". tempo ridicolo, ma almeno qualche km in più l'ho messo. anche questa settimana raggiungo i 40 km di percorrenza. dall'inizio dell'anno sono 80,22 km per l'esattezza. la settimana prossima dovrebbe essere di scarico, che domenica prossima si torna a fare una mezza che considero assolutamente di allenamento. ma poi si vedrà, se ho voglia di correre io corro. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

sabato 13 gennaio 2018

incoerenze involontarie

ieri sera il vostro preferito è purtroppo venuto meno all'unico buon proposito che aveva espresso a capodanno, ovvero non frequentare brutta gente. non è stato voluto sia chiaro. alle 19.30 arriva una telefonata. "c'è anche la squinternata, mi vuoi bene lo stesso?". che poi non è neanche quello il problema. la squinternata tale è rimasta, ma non è che quell'altra era tanto meglio. sembrava una strega. mi vergognerei ad andare in giro con una così accanto. e vogliamo parlare di quello accanto a me poi? per fortuna io e la mia amica siamo rimasti a parlare di cazzi e mazzi di natura runneristica. noi eravamo belli (sarà perchè facciamo sport? io penso di si), quelli erano brutti. anzi, bruttissimi. e non voglio avere a che fare con gente brutta (poi che fastidio, ma perchè si alzavano sempre? perchè fumano così tanto?). di buono però c'è stato che ho mangiato la pizza migliore della mia vita, e non sto esagerando. e con le acciughe migliori della mia vita. non importa che questa notte ogni ora dovevo bere. poi non è detto che fossero le acciughe. a casa mia fa caldo, e ieri a milano c'erano 11 gradi. per fortuna le temperature scenderanno. devo andare a fare la spesa, ho il frigorifero clamorosamente vuoto. in questo momento dento c'è una bottiglia d'acqua, una lattina ed una bottiglia di birra, uno sport drink, una busta aperta di cioccolatini natalizi, una confezione di ferrero rocher omaggio del benzinaio vicino l'ufficio, un pezzo di parmigiano grande come mezza mano di parmigiano reggiano. un pò poco direi. vabbè, che il vostro weekend sia lieve. o che sia come deve essere.

giovedì 11 gennaio 2018

alcune cose

buona sera a tutte e tutti. che facciamo, iniziamo dalla parte sportiva? eh si, facciamo così. martedi sera ripetute, alternate da piccoli tratti di riscaldamento/defaticamento. la cosa migliore è stato che al 9 gennaio ho corso in pantaloncini corti. una figata della madonna. credo ci fossero dieci gradi. le sedute sono andate così così. buona la 7x300, con poco recupero. un disastro la 10x100, non riuscivo a chiudere bene gli ultimi 10/15 metri, poi troppo recupero tra un allungo e l'altro. stasera ho fatto una dieci km. avrei voluto farli con 10' al km meno, a 5'25"/5'30", ma così non è stato. pazienza. poi altri 500 metri di defaticamento verso casa. non escludo di fare 5 km anche domattina, visto che posso permettermi di non mettere la sveglia per andare al lavoro. a proposito di lavoro, l'inizio è stato sonnecchioso. come succede da sempre nelle aziende commerciali. si tira fino a fine anno, per poi iniziare a scartamento ridotto a gennaio. niente di nuovo, bisogna analizzare l'anno prima (e non sapremo nulla fino alla fine della settimana prossima), vedere i budget (e per adesso che siamo col capo KO chi è che ce li da? siamo in piena autogestione!), le nuove aree ecc ecc.... che poi ieri abbiamo fatto anche il primo kick-off, sveglia alle 6.15, rientro alle 23.15. però è stato bello, non solo per la giornata di lavoro. ma quella è un'altra storia, che sarebbe bello raccontare con carta e penna per dargli il giusto significato. mia figlia si è fumata l'I-phone. se ne è comprato uno nuovo dopo circa 20 minuti. suo papà è una garanzia si sa. ma non è quello il problema. siccome non ha mai salvato le foto, si è fumata tutta la cartella delle immagini. 3000 foto volatilizzate. una cogliona, glielo avrò detto non so quante volte di salvarle sul pc. è proprio vero che con il digitale, paradossalmente, perderemo la nostra memoria. a chi ha qualche foto a cui tiene particolarmente do un consiglio. la stampi. nel 1980 la PFM fece uscire un disco con 8 tracce, dal titolo "suonare suonare". ricordo ciao 2001 (madonna come sono vecchio, ciao 2001) che gridò allo scandalo. i maestri del prog italiano alle prese con un disco commerciale! invece le prime sei di quelle otto tracce erano e sono bellissime canzoni, e chiudo appunto con la prima di quelle canzoni, quella che ha dato il titolo all'album, un abbraccio globale.

lunedì 8 gennaio 2018

what goes on

ben ritrovati. in questi dieci giorni tra la fine e soprattutto inizio di anno sono successe certamente un pò di cose, ma di sicuro banali e poco emozionanti. che è già qualcosa sia chiaro, sapete che io ritengo l'aurea mediocrità un fatto già positivo. ho fatto molto sport, ad esempio. beh, sai che novità voi direte. beh, non è esattamente così. ho corso, chiaro (confermo di aver superato i 1840 km nel 2017). non ho corso benissimo però. non mi sento particolarmente elastico. mi mancano dei km, non riesco ad abbassare i tempi. ad esempio ieri mattina ho fatto poco più di 12 km. è vero che ero andato a dormire quasi alle due, ma santo iddio mi sentivo un pachiderma. ho deciso però di dedicare un giorno della settimana al potenziamento corporeo, approfittando della palestra aziendale che mi ha visto nuovamente suo ospite, dopo tanto tempo, la settimana scorsa e qualche ora fa. 45 minuti di attrezzi e pesi (e un pò di tapis roulant già che ci sono), non perchè voglia diventare un culturista (peraltro ritengo di essere già abbastanza definito) ma perchè questo tipo di esercizi può essermi utile nella corsa stessa, sia in chiave proattiva che di prevenzione degli infortuni. poi è una figata avere una palestrina praticamente dedicata a te; la settimana scorsa non c'era nessuno (e ci sta, era il 2 gennaio), stasera idem. solo lasciando lo spogliatoio ho visto entrare un collega del controllo di gestione. in ogni caso rispetto alla corsa speriamo in tempi migliori, che così non va bene. prosegue anche l'attività di istruttore, e con profitto. e niente, mi sta piacendo anche, incredibile. l'ultimo dell'anno l'ho passato abbastanza bene, e con la stessa compagnia ho fatto il bis 48 ore dopo. se vogliamo, persino una serata migliore. poi sono andato qualche giorno dai miei. che a 'sto giro mi hanno sfrantumato i coglioni, tanto che venerdi sera sono tornato a casa decisamente contento. oggi ho ripreso il lavoro. molto ma molto soft. il mio capo/amico o amico/capo è KO. nel senso che alla fine si è dovuto operare d'urgenza a cavallo d'anno. oggi ha fatto un salto da noi, obbligato dal top management, ma si è letteralmente cagato addosso, perdonate il francesismo. e non so quanta voglia abbia di rimettersi in pista. prima dell'intervento gli avevo parlato. non so fino a che punto possa continuare a fare questo tipo di vita, ma questo lo vedrà lui. per intanto ha deciso di prendersi un pò di riposo. se la guardo egoisticamente significa che per me si presenta un anno senza particolari preoccupazioni. alla fine il mio di anno l'ho chiuso discretamente. niente sfracelli ma meglio del previsto. e siccome il mio obiettivo è garantirmi la qualità della vita, che non gli venga in mente strane cose, che io ho altro a cui pensare. oggi un paio di chat di whatsapp mi hanno fatto capire, non ne avevo dubbi ma le conferme sono sempre importanti, cosa sarebbe bello nella vita. il bello piace a tutti, ma solo teoricamente. che in pratica purtroppo spesso in tanti vivono nel limbo. io non so se il bello posso raggiungerlo. ma so identificarlo. e per me è già qualcosa. buon proseguimento di serata a tutte e tutti.

venerdì 29 dicembre 2017

bilancio 2017/2 (la corsa)

ci sarebbe da dire che ho passato un buon periodo natalizio vicino ai miei, ci sarebbe da dire che ho salvato in extremis l'anno lavorativo, ci sarebbe da dire che ieri pomeriggio sono stato ad un funerale tristissimo, ci sarebbe da dire che da oggi e fino alla befana sono in ferie. ma l'ultimo post del 2017 lo voglio dedicare all'oggetto sociale del mio blog, che è la corsa. poco prima aver scritto il post che precede questo avevo fatto una uscita (spastica, come quella di questa mattina peraltro) che mi faceva superare di qualche centinaio di metri i 1800 km di percorrenza annua. e con l'uscita del 24 dicembre, quella del 26 e quella di oggi (spastica, ribadisco) sono a 1829 di strada o campagna percorsa in questo 2017. se, come penso, farò ancora una uscita entro il 31 dovrei chiudere attorno ai 1840 km. che non è pochissimo. certo, niente rispetto ai runner di qualità. molto, se lo paragono a quanto ho fatto negli altri anni. per dire, nel 2016 ho fatto 1436 km, 400 in meno di quest'anno. ed entrando nel dettaglio di questo 2017, si è trattato di fare mediamente più di 150 km al mese, ad una media di 10,4 km/h. un pò meno veloce che negli anni precedenti, ma ciò è normale, avendo più puntato sulle uscite lunghe (e non riuscendo più ad andare "veloce" come un tempo sulle 10 km). sette mezze maratone più una tapasciata da 22 km, la sarnico lovere mia distanza più lunga, diversi allenamenti sopra i 20 km. è stato l'anno in cui sono sceso sotto le 2 ore nella mezza (sia in gara che in allenamento). soprattutto è stato l'anno in cui non mi sono mai infortunato, non seriamente quanto meno. fastidi, sempre tanti quelli. purtroppo non c'è verso di eliminarli. un pò dovuti all'essere vecchio, un pò dovuti al fatto che non conduco una vita da atleta (anche perchè non lo sono). ma il bilancio è in buona parte positivo. l'unico cruccio è non avere fatto la maratona. doveva essere reggio emilia il 10 dicembre, ma novembre e dicembre non mi sono stati d'aiuto. sono stati i peggiori mesi dell'anno anzi, e solo con tanta forza di volontà sono andato a correre, con una uscita su due da circo togni, se non da teatro degli orrori. proveremo nel 2018. sono iscritto a milano, che sarà tra meno di tre mesi e mezzo. sembra lontano, ma non lo è affatto. col 2018 vediamo, tra i tanti propositi prefissati, di tornare a correre con un pò di criterio e di risultati, che la forza di volontà è importante ma di per sè insufficiente. in ogni caso correre è stato bello, mi ha dato tante soddisfazioni e diciamo che ha salvato l'anno insieme a poche altre cose. anche quando terminavo una uscita spastica non c'era scoramento ma voglia di recuperare, con l'uscita successiva, la performance negativa. il tutto sempre in chiave molto relativa, sia chiaro. non otterrò mai grandi risultati, ma si è runner se ci si impegna da runner. e io credo di esserlo, nella vita e nei pensieri di tutti i giorni. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

il blog prende qualche giorno di pausa, di pari passo con le mie vacanze. ci si legge dopo la befana. buon fine anno a tutte e tutti, ma soprattutto buon 2018. un abbraccio globale.